martedì 30 marzo 2010

Regionali 2010: "my two cents"...


Cari pochi "seguaci" lettori del mio blog, oggi ritorno a scrivere per un doveroso commento alle Regionali che hanno più stupito, in quanto ad esito, degli ultimi 15 anni (riflessione personalissima mia), ma cercherò di evitare di dire le solite banalità che avrete sicuramente già letto/sentito in ogni dove e su ogni giornale/telegionalre/sito internet: voglio infatti partire da un grafico preso dal sempre ottimo sito di Politica In Rete (PIR, erede della mai dimenticata POL - Politica On Line), che ho riportato in apertura di post, e che mostra senza dubbio alcuno la realtà di queste Elezioni.

Premessa esplicativa 1): i numeri e le percentuali che vedete nella tabella sono omogeneizzati, ovvero si riferiscono ai voti presi dai partiti nelle varie tornate nelle sole 13 Regioni interessate al voto di questi ultimi giorni. Ecco perché, ad esempio, vedrete che il PdL nelle Politiche 2008 ha preso il 35,4% e non il 37% che tutti ricordiamo.
Premessa esplicativa 2): non sono compresi, nei voti di PdL e PD, i consensi ricevuti dalle varie sedicenti "liste civiche" dei candidati-presidenti regionali.
Premessa esplicativa 3): il dato del PdL non è "normalizzato" per la mancanza della lista azzurra nella Provincia di Roma, pertanto bisognerà tenere a mente di aggiungere a quel 27,28% di queste Regionali almeno un 3% imputabile a Roma e dintorni, arrivando così circa sul 30%.

Ciò detto, è possibile fare tre considerazioni immediate ed incontrovertibili:
  1. dal punto di vista delle mere percentuali di voto è intravisibile una chiara tendenza al ribasso per i due sedicenti "partiti a vocazione maggioritaria", con una perdita più schietta per il Partito democratico (al di là della vulgata populi che vede Bersani sostenere di aver guadagnato rispetto alle Europee), a fronte di una più modesta ma costante crescita della Lega Nord;
  2. dal punto di vista dei numeri di voti assoluti, invece, il calo di consensi per i partiti è impressionante e vale per tutti, compresa la tanto acclamata Lega Nord, la quale, nei fatti, ha aumentato il proprio peso relativo solo perché è riuscita a frenare più degli altri l'emorragia di votanti;
  3. il divario tra le due coalizioni (sempre tenendo a mente di aggiungere circa tre punti % in più al PdL, per la storia di Roma) si aggira sugli 11 punti, sostanzialmente in linea con i dati delle Europee ed in crescita rispetto alle Politiche 2008. Vi è però la conferma del trend di una decrescente rappresentatività delle due attuali coalizioni contrapposte, le quali totalizzano "appena" il 67,68% dell'elettorato votante: se si passasse all'elettorato complessivo, è molto probabile che i partiti oggi in Parlamento (eccetto l'UdC) non rappresenterebbero nemmeno la metà degli aventi diritto al voto.
Dopo i numeri, qualche considerazione "più politica", in particolare sul PdL e sulla sua emorragia di consensi che, seppur minore rispetto al PD, non lascia certamente ben sperare, soprattutto al Nord Italia.
Parlando con alcuni amici e conoscenti, il calo del PdL sarebbe da attribuire all'eccessivo "appiattimento" sulle politiche e sulla retorica leghista, che porterebbe l'elettorato a scegliere l'originale invece che la copia: lettura verosimile, ma fino ad un certo punto.
A mio avviso c'è sì stato un certo sbandamento verso la Lega, ma non solo: il punto veramente dolente è che in generale un elettore potenziale pidiellino non sa tutt'ora su cosa stia mettendo la propria croce!
A seconda dell'esponente che parla od esterna, un uditore esterno poco addentro alla politica potrebbe pensare che il PdL sia il partito personale di Berlusconi (sentendo ad esempio Bondi o Quagliariello), un partito liberal-liberista quasi radicale (ascoltando Capezzone o Della Vedova), un partito social-democratico (Sacconi), di destra sociale anti-liberale (Alemanno), cattolico integralista (Marcello Pera ed a volte lo stesso Berlusconi), di destra sedicente "europea" - ma nei fatti quasi liberal all'americana - (ascoltando Fini e FareFuturo), nordista (Tremonti) o meridionalista (Fitto).
Non sapendo bene che linea politica stia "sposando", l'elettore medio che fa? O si astiene, o vota per fiducia/per conoscenza di qualche candidato, oppure si butta su ciò che almeno chiaro è, su tutti la Lega Nord.

Spero vivamente che la sbornia elettorale non faccia perdere di vista, ai dirigenti del PdL - Berlusconi e Fini in primis -, il contatto con la realtà che le urne, al di là della vittoria della coalizione, hanno consegnato riguardo al PdL: rimandare ancora una volta l'inevitabile riassetto organizzativo (che metta fine alla quasi inconsistenza territoriale), il chiarimento sulla linea politica ed una piena democrazia/meritocrazia interna potrebbe rappresentare una bomba ad orologeria, pronta a scoppiare il giorno delle Politiche 2013...

Chiudo con qualche soddisfazione personale:
  • ho vinto la scommessa fatta con un amico, in merito alle Regioni che sarebbero state conquistate dalla coalizione di Governo, anche se devo dire che, quando feci le previsioni, ero certo di aver sovrastimato il risultato di PdL+Lega;
  • ho azzeccato sostanzialmente il voto Regione-per-Regione della Lega Nord;
  • l'amico Andrea Pollastri, del Popolo delle Libertà di Piacenza, ha avuto un meritato plebiscito per la sua candidatura a Consiglieren regionale, con oltre 8.600 preferenze, le quali sono un risultato eccezionale sia in termini relativi (rispetto al 2005, quando Pollastri prese circa 3.000 voti), sia in termini assoluti (tenuto conto che il PdL a Piacenza è andato sotto il 30%): grande Andrea! So che il mio voto non è stato buttato via e che, come hai sempre fatto anche da Consigliere comunale, saprai sempre essere a disposizione di tutti!
Lord tojo

mercoledì 27 gennaio 2010

Sotto il travestimento da agnello, si intravede la zampa da lupo!

Scrivo questo post sotto la spinta emotiva che ho avuto, leggendo un articolo relativo al dibattito sulla costruzione di una moschea a Genova: per la cronaca, a Genova il sindaco Marta Vincenzi vuole a tutti i costi costruire una mega-moschea, ma i cittadini sembrano non gradire; la Lega Nord (ed in misura minore il PdL) aveva chiesto si facesse un referendum comunale - cosa a mio avviso giustissima e da fare non solo per questioni riguardanti l'immigrazione -, ma il Comune, guidato dal dindaco PD Marta Vincenzi, si è opposto.La conseguenza è stata che la Lega ha organizzato autonomamente una consultazione popolare, cui hanno preso parte migliaia di abitanti il quartiere target per la moschea: quasi superfluo dire che ovviamente, con percentuali bulgare, la popolazione si è detta contraria alla costruzione della moschea e che Sindaco e Giunta, con la coda tra le gambe per la figuraccia riportata, hanno "congelato" il tutto a dopo le Regionali: la cosa politicamente più codar da fare, soprattutto perché sono sicuro che, qualora (come pure è probabile) vinca ancora Burlando (Governatore PD in carica), il Comune di Genova procederà dritto-dritto nella costruzione della moschea, con la scusa della "legittimazione popolare" al PD.
Come se fosse automatico votare Burlando alla Regione ed essere d'accordo con la costruzione di una moschea a Genova...

Ma veniamo al "dunque".
Tramite un link su un forum, ho letto per caso un articolo riportante le dichiarazioni di un leader islamico genovese, rilasciate ad un'emittente televisiva locale: ecco il testo integrale dell'articolo, con alcuni passaggi grassettati dallo scrivente.
A due giorni dal referendum sulla moschea voluto dalla Lega Nord, il dibattito s’infiamma con le dichiarazioni rilasciate all’emittente televisiva Primocanale da Lekroune M'Hamed, presidente del movimento politico "Italia colorata” di Genova. “Ho paura che qualcuno capisca male e di fronte alle continue polemiche della Lega Nord contro la moschea, che generano solo odio, c’è –riporta Primocanale.it- chi potrebbe compiere atti estremi, peggio delle semplici risse che accadono nei vicoli del centro storico, e magari decide di farsi saltare in aria. Lancio questo allarme –ha aggiunto M’Hamed– perché negare un diritto rischia di provocare una reazione peggiore. L'allarme l'ho lanciato a chi comanda questa città perché se mi togli un diritto divento violento. Ciò che fa la Lega crea un odio verso l'italiano da parte della comunità straniera; gli immigrati non hanno più fiducia. Intanto c’è chi sa che anche se si comporta onestamente, non ottiene nulla. Se non ci faranno fare la moschea, allora perché dovremmo essere onesti? Questo è l'odio creato da una politica leghista che crea la paura anche tra di noi. E quando uno è colmo, si sfoga”.
Salah Hussein, presidente della comunità islamica di Genova, sempre attraverso l’emittente genovese ha condannato le dichiarazioni: “Non possiamo comunque condividere queste dichiarazioni, sicuramente la Lega Nord ha creato un clima di odio che non facilita l’integrazione ma noi abbiamo sempre cercato di evitare la contrapposizione visto che siamo un movimento religioso e non politico”.

Non vi sembrano un tantino esagerate ed arroganti le affermazioni di questo tale e decisamente poco moderate?
A titolo d'esempio, provate ad immaginare le stesse parole nella bocca di un prete cattolico/ortodosso o di un pastore protestante, riferendosi alla libertà religiosa in molti Paesi arabo-musulmani: probabilmente sarebbero su tutte le pagine dei media occidentali, dove fior-fior di "esperti" sproloquierebbero sulla necessità di non fomentare gli islamici, di rispettare la cultura e le tradizioni di quei Paesi, di non fare "inutili provocazioni", etc. etc.
Qui invece tutto si risolve in qualche riga su un quotidiano online di provincia...

Concludendo, segnalo un'interessante proposta per il problema-moschea, proveniente dal MIL (Movimento indipendentista ligure), gruppo apartitico che contesta la legittimità dell'annessione della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna nel 1815: i membri del MIL propongono, con questo comunicato-stampa, di situare la moschea dove era già nel '500, quando Genova era una ricca repubblica marinara cosmopolita e la presenza di musulmani (soprattutto commercianti) era rilevante; ovvero presso il Porto.
Un'idea interessante, per coniugare volontà popolare (di chi non vuole la moschea sotto casa), tradizione (della Repubblica di Genova) e tutela della libertà religiosa.

P.s. Ovviamente, si spera che qualunque edificio religioso sia a spese dei fedeli e delle comunità islamiche!

Ricordo, a coloro che leggessero i miei interventi tramite le note di Facebook, qual è il "vero" indirizzo del blog:
http://tojothelord.blogspot.com

sabato 23 gennaio 2010

Eppur si muove (il treno)!


Bella gente, inaspettatamente torno abbastanza presto sul blog, per raccontarvi di un interessante esperimento che la Provincia di Biella sta portando avanti in tema di Trasporto pubblico locale (TPL), in particolare ferroviario.

E' abbastanza nota, almeno per i cittadini (specie se pendolari) piemontesi ed "addetti ai lavori" del settore ferroviario, la "rottura" che c'è stata tra Regione Piemonte e Trenitalia, in merito al rinnovo del Contratto di servizio - formula altisonante per dire che le Regioni, titolari della legislazione in termini di TPL, pagano fior di quattrini a Trenitalia, affinché questa continui a far andare gli scassatissimi treni regionali.
A causa di ciò, il Governatore piemontese - Mercedes Bresso - ha deciso di mettere a gara pubblica internazionale l'affidamento del Contratto di servizio ed i relativi sussidi: per farla breve, sempre che le Elezioni regionali non portino sconquassi, quest'anno dovrebbero svolgersi gare di "appalto" per le varie tratte ferroviarie regionali, con il vantaggio che esse saranno suddivise in lotti (e.g. Milano-Torino, Alessandria-Piacenza, etc.), così da non scoraggiare i potenziali concorrenti con un "boccone" troppo grosso per essere ingerito.

Bene.
All'interno di questo quadro generale significativamente lanciato verso una liberalizzazione vera del servizio ferroviario passeggeri e la fine del monopolio di Trenitalia, vi propongo una storia molto interessante, proveniente appunto da Biella (notare che parliamo sempre di Piemonte).
L'articolo è auto-esplicativo e non necessita di commenti da parte mia: dico solo, per correttezza, che è stato tratto dal sempre ottimo sito clickmobility.it, che invito caldamente a seguire, nel caso vi interessino i temi della mobilità e del TPL.

I treni diretti per Milano e Torino sempre più vicini. Una risposta concreta a quanti viaggiano quotidianamente verso le metropoli per lavoro e studio

Biella punta all'uscita dal sistema ferroviario regionale e va alla ricerca di un’ azienda privata

La novità ha già un nome: Arenaways, società di Alessandria che ha presentato la sua offerta economica per l’attuazione del servizio. Il prossimo passo - spiegano in Provincia - sarà il coinvolgimento e la presentazione della società alle istituzioni per giungere ad un accordo che permetta di far fronte alla richiesta economica

In mancanza di un serio progetto della Regione Piemonte, che detiene la competenza del trasporto ferroviario, la Provincia di Biella ipotizza di muoversi autonomamente “alla ricerca di un’affidabile azienda privata che fornisca un efficiente servizio di trasporto che unisca in modo diretto ed in breve tempo Biella ai due principali capoluoghi del Nord, Milano e Torino.
Il nostro territorio - spiegano in Provincia - non può permettersi di stare a guardare ed attendere, pertanto abbiamo deciso di muoverci autonomamente”.

Ieri mattina il presidente Roberto Simonetti, insieme all’assessore ai Trasporti Luca Castagnetti ed all’assessore al Bilancio Pier Giorgio Fava, ha tenuto una conferenza stampa sul tema fondamentale del trasporto ferroviario biellese.
Il presidente ha aperto manifestando la profonda volontà dell’amministrazione provinciale di far uscire il territorio biellese dall’attuale stato di “felice isolamento” e dare una risposta concreta a tutti coloro che sono costretti a viaggiare quotidianamente verso le metropoli per raggiungere il posto di lavoro.

La novità ha un nome ben preciso, la ricerca dell’azienda privata risponde alla realtà di Arenaways, società di Alessandria che ha già presentato la sua offerta economica per l’attuazione del servizio.

“L’offerta pervenuta da Arenaways – spiega Castagnetti - riguarda la copertura delle tratte da Biella a Milano e da Biella a Torino, e voglio sottolineare che in poco più di un’ora, esattamente in un’ora e 12 minuti si raggiunge la stazione di Rho, che è a poco più di dieci minuti di metropolitana dal centro di Milano. Un punto di forza di questa proposta è la frequenza dei collegamenti diretti, ne sono infatti previsti ventidue ogni giorno, undici da Biella a Milano e undici da Milano a Biella, coprendo un arco orario che va dalle 6 alle 23. Sono invece dodici i collegamenti con il capoluogo piemontese”.

Illustrando i termini dell’offerta il presidente ha spiegato la necessità di un coinvolgimento di tutto il “Sistema Biella” per far fronte alle richieste economiche dell’azienda, che si aggira tra i 500 ed i 600mila euro annui. La società alessandrina ha previsto di coprire circa la metà dell’investimento con i proventi della biglietteria ed accollandosi il restante a titolo di rischio di impresa.

“Auspico – ha proseguito il presidente – che le istituzioni locali partecipino alla realizzazione di questo progetto, che potrà spiccare il volo già da giugno 2010. Voglio ancora epidenziare che non sarà un vantaggio solo per i biellesi ma avrà anche un notevole valore attrattivo nei confronti di chi oggi vive e lavora a Milano, che potrebbe decidere di trasferirsi nel biellese, con costi immobiliari e di vita inferiori rispetto alla metropoli lombarda e con una qualità della vita decisamente superiore”.

Il prossimo passo sarà dunque il coinvolgimento e la presentazione di Arenaways alle istituzioni per giungere ad un accordo che permetta di far fronte alla richiesta economica.

“Spero – ha concluso Castagnetti - di dover convocare una nuova conferenza stampa nei prossimi giorni per annunciare la conclusione dell’accordo e quindi la partenza dei collegamenti da giugno 2010”.

(19 gennaio 2010)
Manu Mich. - clickmobility.it

Lord tojo

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mercoledì 13 gennaio 2010

AAA coerenza ed onestà cercansi!


Torno a scrivere sul mio blog dopo tantissimo tempo ed il motivo è che volevo commentare questa notizia su Facebook, mettendola come stato, tuttavia era troppo lunga e quindi questo sarà il mio primo post del 2010 (non sono però in grado di dirvi quando sarà il prossimo).

Poco fà stavo leggendo Libertà - quotidiano storico di Piacenza, per chi non lo sapesse -, in particolare un articolo che parlava delle prossime iniziative del c.d. Popolo Viola, ovverosia coloro che hanno organizzato l'inutile "No Berlusconi Day": dico inutile, perché tutto ciò che è solo "contro", non serve assolutamente a niente, a prescindere dal fatto che le mie idee politiche sono sicuramente affini a Berlusconi.
Tornando all'articolo, vi posterò ora due passaggi che, a leggerli, ho avuto un mix tra il divertimento e la stizza. A voi i commenti:
Sonia *** [i cognomi li ometto per rispetto della privacy NdTojo] e Maria Cristina ***, 31 e 45 anni, sono le coordinatrici, insieme ai poco più che ventenni Matteo *** e Andrea ***. <<Non abbiamo tessere di partito - dichiarano orgogliosamente - e nel nostro movimento trovano spazio dai ragazzini ai pensionati, dagli elettori di centro sinistra agli ex berlusconiani ed ex "aennini". Siamo semplicemente gente stufa di essere presa per i fondelli>>.
Questo era il primo pezzo, apparentemente ineccepibile. Ma leggiamo il secondo spezzone dell'articolo:
Dopo l'incontro zero del 28 dicembre il Popolo Viola piacentino si riunirà sabato 23 alle 0re 18 nella sede dell'Italia dei Valori [sì, il partito di Di Pietro: indovinato!]: <accettiamo riconoscenti l'ospitalità>>.
Sarà, ma preso per i fondelli mi sentirei io, se andassi ad una riunione apartitica, per poi trovarmi dritto-dritto nella sede del quarto partito italiano per elettorato!

E non accampiamo scuse sulla mancanza di sede: da che mondo è mondo, se uno ha bisogno, i posti dove poter fare un incontro non partitico ci sono, dalle parrocchie alle case private!

Le famose manifestazioni "spontanee" ed "autoconvocate"...

Che c'azzecca?...

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lunedì 29 giugno 2009

Una spiegazione convincente per l'attuale fase positiva di Borsa

Alluminio 1/01/08-29/06/09
Nickel 1/01/08-29/06/09
Rame 1/01/08-29/06/09
Chiunque operi, studi o si interessi di mercato finanziario e di Economia in generale non potrà non essersi chiesto dove stesse il senso dell'attuale fase euforica delle borse: la crisi economica sta mostrando tutta la sua profondità e gravità, le produzioni industriali dei vari Paesi segnano il passo, così come il livello occupazionale, per non parlare dell'elevato tasso di fallimenti societari.
Perché allora le borse fanno come se niente fosse?

Qualcuno propone la teoria per cui il mercato finanziario stia scontando la probabile ripresa di fine 2009: io personalmente non ci credo, e non perché non creda alle possibilità del mercato di incorporare - ed in qualche modo prevedere - la ripresa economica, ma semplicemente perché non credo assolutamente che ci sarà ripresa alla fine del 2009. Anzi, io non credo che questa arriverà nemmeno per il principio del 2010: non mi spingo oltre, andrei nel campo della preveggenza e non della finanza...

Dò credito invece, per quel che ovviamente vale la mia opinione - quasi nulla -, a chi, come Marigia Mangano, su Il Sole 24 Ore.com, collega l'attuale rally borsistico all'immensa massa di liquidità riversata dalle Banche centrali nell'economia mondiale negli ultimi mesi.

In pratica, per semplificare, saremmo di fronte al dispiegarsi della famosa legge per cui, ad eccesso di offerta di moneta, segue un'impennata, più o meno grande, dei prezzi e quindi dell'inflazione.
Qualcuno dirà: "ma perché allora non vediamo l'inflazione nelle rilevazioni fatte sui panieri dei beni di consumo?"

La risposta, anche se non pretende di essere la Verità, si potrebbe articolare così.
Gli investitori hanno per le mani una grande massa di liquidità da utilizzare e, poiché le aspettative per quanto riguarda l'economia c.d. "reale" (ovvero "cose che sferragliano" [cit.]) restano fosche, gli investimenti veri e propri languono, il reddito (dal PIL in giù) non cresce, e questi soldi si riversano nell'unica forma possibile di guadagno in questo periodo di incertezza: gli investimenti finanziari, ovvero tutto ciò che è dispregiativamente detto "speculazione". Ovviamente, l'impatto di così tanto denaro sui prezzi di azioni, obbligazioni, materie prime, etc. causa un movimento al rialzo dei prezzi di tutte queste attività, guidato non da necessità industriali ma da impieghi a breve termine.

Semplificando ulteriormente, si potrebbe dire che, per il momento, le spinte deflazionistiche che la recessione impone all'economia reale, sono ancora troppo superiori perché quelle inflazionistiche, derivate dall'espansione monetaria, abbiano effetti sui prezzi dei beni di consumo. Deflazione che invece non ha effetto sulle attività finanziarie, che quindi si apprezzano.

Non è una teoria così peregrina, in quanto, già negli anni precedenti a questa crisi, le manovre espansive e le politiche di bassi tassi di interesse (per loro natura inflazionistiche), non avevano avuto praticamente effetto sui prezzi al consumo per l'esistenza di potenti forze deflattive che ne annullavano gli effetti (per esempio l'ingresso della manodopera e dei prodotti indo-cinesi, a buon mercato, sul palcoscenico mondiale).

Staremo a vedere, io mi limito a fornire questo spunto di lettura dell'attuale fase di Borsa, sapendo benissimo che potrei sbagliarmi, ed anche di grosso. ;-)

P.s. In apertura di post ho riportato i grafici dei prezzi di alluminio, nickel e rame (tre delle materie prime più importanti, oltre alle "classiche" acciaio, petrolio e gas) dal primo gennaio 2008 ad oggi. Buona lettura!

Lord tojo


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