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martedì 1 giugno 2010

I tedeschi e l'acqua calda


Arrivo sempre con lo scrivere con almeno un giorno di ritardo i miei personali (e forse futili) commenti sull'attualità, ma di questi tempi (di poco tempo libero) è pur sempre qualcosa: piutòst che gnìnt a l'è mèi piutòst diciamo noi a Piacenza!

Avrete forse letto del "dimissionamento" - che equivale, seppur in termini meno crudi, alla famosa pistola con pallottola riservata agli imputati durante i processi-farsa dei regimi totalitari: della serie "o ci pensi tu, o ci pensiamo noi" - del Presidente federale della Germania, Horst Koehler.

Che cosa avrà mai fatto di male quest'uomo, il cui potere è persino più limitato di quello di un Presidente del Consiglio italiano?
Ha "osato" timidamente insinuare che "forse" i tedeschi stanno con le loro truppe in Afghanistan "anche" per tutelare i loro interessi economici (che sono i più disparati: dal rifornimento di petrolio tramite l'oleodotto afghano, al mantenimento di buoni rapporti politici, e quindi commerciali, con gli USA, etc. etc.).

Di per sé questo siluramento non dovrebbe stupire, visto che è arcinoto che ai politici di alto livello è vietato sistematicamente raccontare le cose come stanno. Ma il fatto però è un altro.

L'algoritmo alla base del "prepensionamento" del Presidente è il seguente: la gente è contraria alla guerra, se "ci scappa" che nelle missioni di guerra effettivamente si fa la guerra, addio consensi e rielezione.
Ok, ma questo ragionamento - permettetemi - è un po' "datato" e non più attuale, nella situazione odierna di profonda crisi economica.

Oggi siamo (noi occidentali N.d.Tojo) messi economicamente così male, che saremmo disposti praticamente a tutto, pur di recuperare il benessere che stiamo perdendo (e che continueremo a perdere, andando avanti così): tradotto in soldoni, tutto ciò che potrebbe rimettere in moto l'economia ci sembra più apprezzabile, perché ne va del nostro posti di lavoro.

Adattato al caso particolare di Koehler, oggi viviamo un'epoca dove anche il pacifismo si è messo in cassa integrazione, soppiantato dal pragmatismo e dalla Realpolitik (parola che i tedeschi hanno inventato, ma che pare abbiano dimenticato): se quindi stare in Afghanistan aiuta la nostra economia a stare meglio, siamo assai meno disposti a dissertare su questioni di principio.

Koehler in questo senso ha detto una cosa che probabilmente oggi appare molto meno "difficile da digerire" di due anni fà, solo che gli schemi del politically correct tedesco non si sono ancora aggiornati...

Lord tojo

martedì 27 aprile 2010

Una fiammata d'inflazione (forse) unica via per la salvezza


Leggendo il titolo di questo post, molti probabilmente mi daranno del matto e/o dell'incompetente: possibili entrambe le cose, anche perché sono soltanto uno studente di economia (seppur ormai agli sgoccioli)...
Tuttavia voglio arrischiare questa considerazione/previsione su quella che secondo me è la vera ed unica exit strategy di medio periodo dai cumuli di debito che minacciano giorno dopo giorno le economie mondiali, sia a livello di individui, quanto a livello di imprese e Stati (caso-Grecia di questi giorni docet): l'inflazione.

Gli effetti devastanti (e quindi negativi) dell'inflazione sono abbastanza noti, meno quelli (a prima vista inaspettatamente) positivi.
L'inflazione è come un'enorme svalutazione, che fa valere meno il denaro in termini di potere d'acquisto, in forza della spirale ascendente dei prezzi: essa è vista normalmente come il fumo negli occhi dai cittadini-consumatori, perché un incremento rapido/rapidissimo dei prezzi dei beni di consumo abbassa drasticamente il loro tenore di vita, visto che gli stipendi normalmente crescono assai meno dei prezzi durante le crisi inflattive.
Questo in condizioni "normali".

Oggi siamo invece di fronte all'eccezionale situazione in cui contemporaneamente individui/famiglie (tranne pochi Paesi, come Italia, Giappone e Cina), imprese e Paesi sovrani sono mostruosamente indebitati: questi "macigni" debitori sono oggi la vera ipoteca su qualsiasi ripresa economica, che pure è ben lontana dall'essere prossima.
Con il c.d. servizio del debito - alias interessi passivi e rimborso della quota-capitale - individui/famiglie, imprese e Governi hanno un flusso costante di denaro in uscita che non può essere eluso; questo significa che una buona parte del reddito personale/familiare, societario e statale (altrimenti detto PIL) è "immobilizzato" nel rimborso, rendendo così assai sottili i margini di spesa autonoma in consumi (per individui e famiglie), investimenti (per le imprese) e sviluppo/ricerca (per gli Stati).

L'inflazione come c'entra in tutto questo?
Il meccansimo è più o meno il seguente: oggi un certo cellulare costa (ipotizziamo) 100 €, il mio reddito da lavoro è di 50 € e quindi, per comprarlo, mi indebito per 50; se arriva una forte inflazione - dove per forte si intende a due cifre, tipo il 20% - il mio debito resta sempre al suo valore nominale di 100 €, ma nel frattempo è molto probabile che il mio datore di lavoro mi abbia ritoccato all'insù lo stipendio (pur senza riuscire a tenere il passo con l'aumento generale dei prezzi, che avran portato il costo del cellulare a 120 €), ad esempio a 60 €.
Qual è il risultato? Che ora, invece di dover usare un mio intero stipendio/reddito per pagare il mio debito di 50 €, ora me ne basterà una porzione (seppur grande).

E' questo l'unico "miracolo" dell'inflazione: essere un'enorme gomma per cancellare il debito, in forza del fatto che grandissima parte dei debiti sono scritti in termini di moneta nominale - i nostri 50 € - e non di potere d'acquisto.

Detto questo è facile comprendere quale potrebbe essere il beneficio per famiglie, individui, imprese e Governi indebitati da una "salutare" fiammata inflazionistica: d'un tratto vedrebbero i loro debiti de facto cancellati (o comunque resi "inoffensivi"), senza doversi sottoporre a misure di austerity, tagli di bilancio e tutto il repertorio che si sfoggia in periodi di crisi.

Le altre facce della medaglia? Che chi ha prestato i soldi, alias creditori - ad esempio i detentori di titoli di Stato, come le nostre famiglie -, vedrebbero il loro investimento andare in fumo; inoltre un'elevata inflazione per troppo tempo/fuori controllo rischia di essere una medicina peggiore della malattia, visto il codazzo di instabilità economica (leggi: crollo del sistema monetario) che si porta dietro.

Sarà questa la strada che a livello mondiale sarà intrapresa? Non lo so, molto dipenderà da calcoli da "male minore" e dal consenso che una soluzione simile potrebbe avere: con un'elevata inflazione sarebbero più i favoriti od i danneggiati?
Non è facile dirlo, visto che ci sono molti soggetti economici che ne avrebbero tanto da guadagnare quanto da perdere (e.g. le grandi banche): per converso una certa propensione per l'avventura inflazionistica sembra oggi essere condivisa dalle Banche centrali dei principali Paesi industrializzati, con la perdurante politica del "denaro facile" (tramite bassi tassi d'interesse) di questi anni...

Vedremo!

Lord tojo

lunedì 26 aprile 2010

Quando il politicamente corretto "inciampa" sull'alfabeto


Veloce post che letteralmente "si scrive da solo", frutto dello sgomento dello studente di Liceo classico che c'è in me.

Stavo guardando su internet notizie riguardanti Agorà, film di recente uscita nelle sale italiane, quando ho notato una cosa sulla locandina (riprodotta in testa all'articolo) che sicuramente ogni conoscitore dell'alfabeto greco non potrà non aver notato: quelle che apparentemente sembrerebbero due alpha maiuscole (l'equivalente delle latine a) in realtà sono due lambda maiuscole (leggibili in italiano come elle).
In pratica si dovrebbe leggere correttamente Lgorl, invece che Agorà!!!

Svarione? Ignoranza? Non credo.
A mio modesto avviso gli ideatori della locandina hanno messo quelle due lambda di proposito, perché probabilmente hanno ritenuto che esse dessero un aspetto "più greco/classico" rispetto a delle "banali" a/alpha.

Non c'è che dire, questo film si prospetta sotto molti aspetti come il trionfo del politicamente corretto e della banalizzazione sotto tutti i profili: discredito aprioristico del Cristianesimo e stereotipizzazione persino dell'alfabeto di una delle lingue classiche per eccellenza!

Lord tojo

P.s. Comunque intendo andare a vederlo: spero di potermi ricredere!

venerdì 9 aprile 2010

Almeno su una cosa sono d'accordo con Fini!

Mi piace spacciarmi per obiettivo ed oggettivo, quindi non posso esimermi dal dire "bravo" a Fini, il quale ha finalmente rivelato il "convitato di pietra" che aleggia su tutti i discorsi "riformistici" di questi giorni: la schifosa legge elettorale da dittatura anni '30 del '900 che abbiamo oggi per le Politiche.

Immagino bene che, in realtà, Fini abbia alzato il tiro sulla legge elettorale, al fine di rompere le uova nel paniere a Berlusconi ed a Bossi, aumentando la posta per dare il suo assenso alle proposte dei due leaders della maggioranza (e probabilmente sperando di mandare a monte tutto, per poter dimostrare che Berlusconi e Bossi sono inconcludenti), tuttavia è un fatto che ciò che dice sia giusto: un Parlamento di nominati dalle segreterie di partito è qualcosa di vomitevole!

Poi, se devo dire la mia, io andrei sul modello istituzionale svizzero, però è un'altra storia...

Lord tojo

martedì 30 marzo 2010

Regionali 2010: "my two cents"...


Cari pochi "seguaci" lettori del mio blog, oggi ritorno a scrivere per un doveroso commento alle Regionali che hanno più stupito, in quanto ad esito, degli ultimi 15 anni (riflessione personalissima mia), ma cercherò di evitare di dire le solite banalità che avrete sicuramente già letto/sentito in ogni dove e su ogni giornale/telegionalre/sito internet: voglio infatti partire da un grafico preso dal sempre ottimo sito di Politica In Rete (PIR, erede della mai dimenticata POL - Politica On Line), che ho riportato in apertura di post, e che mostra senza dubbio alcuno la realtà di queste Elezioni.

Premessa esplicativa 1): i numeri e le percentuali che vedete nella tabella sono omogeneizzati, ovvero si riferiscono ai voti presi dai partiti nelle varie tornate nelle sole 13 Regioni interessate al voto di questi ultimi giorni. Ecco perché, ad esempio, vedrete che il PdL nelle Politiche 2008 ha preso il 35,4% e non il 37% che tutti ricordiamo.
Premessa esplicativa 2): non sono compresi, nei voti di PdL e PD, i consensi ricevuti dalle varie sedicenti "liste civiche" dei candidati-presidenti regionali.
Premessa esplicativa 3): il dato del PdL non è "normalizzato" per la mancanza della lista azzurra nella Provincia di Roma, pertanto bisognerà tenere a mente di aggiungere a quel 27,28% di queste Regionali almeno un 3% imputabile a Roma e dintorni, arrivando così circa sul 30%.

Ciò detto, è possibile fare tre considerazioni immediate ed incontrovertibili:
  1. dal punto di vista delle mere percentuali di voto è intravisibile una chiara tendenza al ribasso per i due sedicenti "partiti a vocazione maggioritaria", con una perdita più schietta per il Partito democratico (al di là della vulgata populi che vede Bersani sostenere di aver guadagnato rispetto alle Europee), a fronte di una più modesta ma costante crescita della Lega Nord;
  2. dal punto di vista dei numeri di voti assoluti, invece, il calo di consensi per i partiti è impressionante e vale per tutti, compresa la tanto acclamata Lega Nord, la quale, nei fatti, ha aumentato il proprio peso relativo solo perché è riuscita a frenare più degli altri l'emorragia di votanti;
  3. il divario tra le due coalizioni (sempre tenendo a mente di aggiungere circa tre punti % in più al PdL, per la storia di Roma) si aggira sugli 11 punti, sostanzialmente in linea con i dati delle Europee ed in crescita rispetto alle Politiche 2008. Vi è però la conferma del trend di una decrescente rappresentatività delle due attuali coalizioni contrapposte, le quali totalizzano "appena" il 67,68% dell'elettorato votante: se si passasse all'elettorato complessivo, è molto probabile che i partiti oggi in Parlamento (eccetto l'UdC) non rappresenterebbero nemmeno la metà degli aventi diritto al voto.
Dopo i numeri, qualche considerazione "più politica", in particolare sul PdL e sulla sua emorragia di consensi che, seppur minore rispetto al PD, non lascia certamente ben sperare, soprattutto al Nord Italia.
Parlando con alcuni amici e conoscenti, il calo del PdL sarebbe da attribuire all'eccessivo "appiattimento" sulle politiche e sulla retorica leghista, che porterebbe l'elettorato a scegliere l'originale invece che la copia: lettura verosimile, ma fino ad un certo punto.
A mio avviso c'è sì stato un certo sbandamento verso la Lega, ma non solo: il punto veramente dolente è che in generale un elettore potenziale pidiellino non sa tutt'ora su cosa stia mettendo la propria croce!
A seconda dell'esponente che parla od esterna, un uditore esterno poco addentro alla politica potrebbe pensare che il PdL sia il partito personale di Berlusconi (sentendo ad esempio Bondi o Quagliariello), un partito liberal-liberista quasi radicale (ascoltando Capezzone o Della Vedova), un partito social-democratico (Sacconi), di destra sociale anti-liberale (Alemanno), cattolico integralista (Marcello Pera ed a volte lo stesso Berlusconi), di destra sedicente "europea" - ma nei fatti quasi liberal all'americana - (ascoltando Fini e FareFuturo), nordista (Tremonti) o meridionalista (Fitto).
Non sapendo bene che linea politica stia "sposando", l'elettore medio che fa? O si astiene, o vota per fiducia/per conoscenza di qualche candidato, oppure si butta su ciò che almeno chiaro è, su tutti la Lega Nord.

Spero vivamente che la sbornia elettorale non faccia perdere di vista, ai dirigenti del PdL - Berlusconi e Fini in primis -, il contatto con la realtà che le urne, al di là della vittoria della coalizione, hanno consegnato riguardo al PdL: rimandare ancora una volta l'inevitabile riassetto organizzativo (che metta fine alla quasi inconsistenza territoriale), il chiarimento sulla linea politica ed una piena democrazia/meritocrazia interna potrebbe rappresentare una bomba ad orologeria, pronta a scoppiare il giorno delle Politiche 2013...

Chiudo con qualche soddisfazione personale:
  • ho vinto la scommessa fatta con un amico, in merito alle Regioni che sarebbero state conquistate dalla coalizione di Governo, anche se devo dire che, quando feci le previsioni, ero certo di aver sovrastimato il risultato di PdL+Lega;
  • ho azzeccato sostanzialmente il voto Regione-per-Regione della Lega Nord;
  • l'amico Andrea Pollastri, del Popolo delle Libertà di Piacenza, ha avuto un meritato plebiscito per la sua candidatura a Consiglieren regionale, con oltre 8.600 preferenze, le quali sono un risultato eccezionale sia in termini relativi (rispetto al 2005, quando Pollastri prese circa 3.000 voti), sia in termini assoluti (tenuto conto che il PdL a Piacenza è andato sotto il 30%): grande Andrea! So che il mio voto non è stato buttato via e che, come hai sempre fatto anche da Consigliere comunale, saprai sempre essere a disposizione di tutti!
Lord tojo

mercoledì 27 gennaio 2010

Sotto il travestimento da agnello, si intravede la zampa da lupo!

Scrivo questo post sotto la spinta emotiva che ho avuto, leggendo un articolo relativo al dibattito sulla costruzione di una moschea a Genova: per la cronaca, a Genova il sindaco Marta Vincenzi vuole a tutti i costi costruire una mega-moschea, ma i cittadini sembrano non gradire; la Lega Nord (ed in misura minore il PdL) aveva chiesto si facesse un referendum comunale - cosa a mio avviso giustissima e da fare non solo per questioni riguardanti l'immigrazione -, ma il Comune, guidato dal dindaco PD Marta Vincenzi, si è opposto.La conseguenza è stata che la Lega ha organizzato autonomamente una consultazione popolare, cui hanno preso parte migliaia di abitanti il quartiere target per la moschea: quasi superfluo dire che ovviamente, con percentuali bulgare, la popolazione si è detta contraria alla costruzione della moschea e che Sindaco e Giunta, con la coda tra le gambe per la figuraccia riportata, hanno "congelato" il tutto a dopo le Regionali: la cosa politicamente più codar da fare, soprattutto perché sono sicuro che, qualora (come pure è probabile) vinca ancora Burlando (Governatore PD in carica), il Comune di Genova procederà dritto-dritto nella costruzione della moschea, con la scusa della "legittimazione popolare" al PD.
Come se fosse automatico votare Burlando alla Regione ed essere d'accordo con la costruzione di una moschea a Genova...

Ma veniamo al "dunque".
Tramite un link su un forum, ho letto per caso un articolo riportante le dichiarazioni di un leader islamico genovese, rilasciate ad un'emittente televisiva locale: ecco il testo integrale dell'articolo, con alcuni passaggi grassettati dallo scrivente.
A due giorni dal referendum sulla moschea voluto dalla Lega Nord, il dibattito s’infiamma con le dichiarazioni rilasciate all’emittente televisiva Primocanale da Lekroune M'Hamed, presidente del movimento politico "Italia colorata” di Genova. “Ho paura che qualcuno capisca male e di fronte alle continue polemiche della Lega Nord contro la moschea, che generano solo odio, c’è –riporta Primocanale.it- chi potrebbe compiere atti estremi, peggio delle semplici risse che accadono nei vicoli del centro storico, e magari decide di farsi saltare in aria. Lancio questo allarme –ha aggiunto M’Hamed– perché negare un diritto rischia di provocare una reazione peggiore. L'allarme l'ho lanciato a chi comanda questa città perché se mi togli un diritto divento violento. Ciò che fa la Lega crea un odio verso l'italiano da parte della comunità straniera; gli immigrati non hanno più fiducia. Intanto c’è chi sa che anche se si comporta onestamente, non ottiene nulla. Se non ci faranno fare la moschea, allora perché dovremmo essere onesti? Questo è l'odio creato da una politica leghista che crea la paura anche tra di noi. E quando uno è colmo, si sfoga”.
Salah Hussein, presidente della comunità islamica di Genova, sempre attraverso l’emittente genovese ha condannato le dichiarazioni: “Non possiamo comunque condividere queste dichiarazioni, sicuramente la Lega Nord ha creato un clima di odio che non facilita l’integrazione ma noi abbiamo sempre cercato di evitare la contrapposizione visto che siamo un movimento religioso e non politico”.

Non vi sembrano un tantino esagerate ed arroganti le affermazioni di questo tale e decisamente poco moderate?
A titolo d'esempio, provate ad immaginare le stesse parole nella bocca di un prete cattolico/ortodosso o di un pastore protestante, riferendosi alla libertà religiosa in molti Paesi arabo-musulmani: probabilmente sarebbero su tutte le pagine dei media occidentali, dove fior-fior di "esperti" sproloquierebbero sulla necessità di non fomentare gli islamici, di rispettare la cultura e le tradizioni di quei Paesi, di non fare "inutili provocazioni", etc. etc.
Qui invece tutto si risolve in qualche riga su un quotidiano online di provincia...

Concludendo, segnalo un'interessante proposta per il problema-moschea, proveniente dal MIL (Movimento indipendentista ligure), gruppo apartitico che contesta la legittimità dell'annessione della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna nel 1815: i membri del MIL propongono, con questo comunicato-stampa, di situare la moschea dove era già nel '500, quando Genova era una ricca repubblica marinara cosmopolita e la presenza di musulmani (soprattutto commercianti) era rilevante; ovvero presso il Porto.
Un'idea interessante, per coniugare volontà popolare (di chi non vuole la moschea sotto casa), tradizione (della Repubblica di Genova) e tutela della libertà religiosa.

P.s. Ovviamente, si spera che qualunque edificio religioso sia a spese dei fedeli e delle comunità islamiche!

Ricordo, a coloro che leggessero i miei interventi tramite le note di Facebook, qual è il "vero" indirizzo del blog:
http://tojothelord.blogspot.com

mercoledì 13 gennaio 2010

AAA coerenza ed onestà cercansi!


Torno a scrivere sul mio blog dopo tantissimo tempo ed il motivo è che volevo commentare questa notizia su Facebook, mettendola come stato, tuttavia era troppo lunga e quindi questo sarà il mio primo post del 2010 (non sono però in grado di dirvi quando sarà il prossimo).

Poco fà stavo leggendo Libertà - quotidiano storico di Piacenza, per chi non lo sapesse -, in particolare un articolo che parlava delle prossime iniziative del c.d. Popolo Viola, ovverosia coloro che hanno organizzato l'inutile "No Berlusconi Day": dico inutile, perché tutto ciò che è solo "contro", non serve assolutamente a niente, a prescindere dal fatto che le mie idee politiche sono sicuramente affini a Berlusconi.
Tornando all'articolo, vi posterò ora due passaggi che, a leggerli, ho avuto un mix tra il divertimento e la stizza. A voi i commenti:
Sonia *** [i cognomi li ometto per rispetto della privacy NdTojo] e Maria Cristina ***, 31 e 45 anni, sono le coordinatrici, insieme ai poco più che ventenni Matteo *** e Andrea ***. <<Non abbiamo tessere di partito - dichiarano orgogliosamente - e nel nostro movimento trovano spazio dai ragazzini ai pensionati, dagli elettori di centro sinistra agli ex berlusconiani ed ex "aennini". Siamo semplicemente gente stufa di essere presa per i fondelli>>.
Questo era il primo pezzo, apparentemente ineccepibile. Ma leggiamo il secondo spezzone dell'articolo:
Dopo l'incontro zero del 28 dicembre il Popolo Viola piacentino si riunirà sabato 23 alle 0re 18 nella sede dell'Italia dei Valori [sì, il partito di Di Pietro: indovinato!]: <accettiamo riconoscenti l'ospitalità>>.
Sarà, ma preso per i fondelli mi sentirei io, se andassi ad una riunione apartitica, per poi trovarmi dritto-dritto nella sede del quarto partito italiano per elettorato!

E non accampiamo scuse sulla mancanza di sede: da che mondo è mondo, se uno ha bisogno, i posti dove poter fare un incontro non partitico ci sono, dalle parrocchie alle case private!

Le famose manifestazioni "spontanee" ed "autoconvocate"...

Che c'azzecca?...

Per quelli che leggono i miei noiosi post tramite Facebook, ricordo che essi si possono rintracciare anche al "vero" indirizzo del blog:
http://tojothelord.blogspot.com