mercoledì 27 gennaio 2010

Sotto il travestimento da agnello, si intravede la zampa da lupo!

Scrivo questo post sotto la spinta emotiva che ho avuto, leggendo un articolo relativo al dibattito sulla costruzione di una moschea a Genova: per la cronaca, a Genova il sindaco Marta Vincenzi vuole a tutti i costi costruire una mega-moschea, ma i cittadini sembrano non gradire; la Lega Nord (ed in misura minore il PdL) aveva chiesto si facesse un referendum comunale - cosa a mio avviso giustissima e da fare non solo per questioni riguardanti l'immigrazione -, ma il Comune, guidato dal dindaco PD Marta Vincenzi, si è opposto.La conseguenza è stata che la Lega ha organizzato autonomamente una consultazione popolare, cui hanno preso parte migliaia di abitanti il quartiere target per la moschea: quasi superfluo dire che ovviamente, con percentuali bulgare, la popolazione si è detta contraria alla costruzione della moschea e che Sindaco e Giunta, con la coda tra le gambe per la figuraccia riportata, hanno "congelato" il tutto a dopo le Regionali: la cosa politicamente più codar da fare, soprattutto perché sono sicuro che, qualora (come pure è probabile) vinca ancora Burlando (Governatore PD in carica), il Comune di Genova procederà dritto-dritto nella costruzione della moschea, con la scusa della "legittimazione popolare" al PD.
Come se fosse automatico votare Burlando alla Regione ed essere d'accordo con la costruzione di una moschea a Genova...

Ma veniamo al "dunque".
Tramite un link su un forum, ho letto per caso un articolo riportante le dichiarazioni di un leader islamico genovese, rilasciate ad un'emittente televisiva locale: ecco il testo integrale dell'articolo, con alcuni passaggi grassettati dallo scrivente.
A due giorni dal referendum sulla moschea voluto dalla Lega Nord, il dibattito s’infiamma con le dichiarazioni rilasciate all’emittente televisiva Primocanale da Lekroune M'Hamed, presidente del movimento politico "Italia colorata” di Genova. “Ho paura che qualcuno capisca male e di fronte alle continue polemiche della Lega Nord contro la moschea, che generano solo odio, c’è –riporta Primocanale.it- chi potrebbe compiere atti estremi, peggio delle semplici risse che accadono nei vicoli del centro storico, e magari decide di farsi saltare in aria. Lancio questo allarme –ha aggiunto M’Hamed– perché negare un diritto rischia di provocare una reazione peggiore. L'allarme l'ho lanciato a chi comanda questa città perché se mi togli un diritto divento violento. Ciò che fa la Lega crea un odio verso l'italiano da parte della comunità straniera; gli immigrati non hanno più fiducia. Intanto c’è chi sa che anche se si comporta onestamente, non ottiene nulla. Se non ci faranno fare la moschea, allora perché dovremmo essere onesti? Questo è l'odio creato da una politica leghista che crea la paura anche tra di noi. E quando uno è colmo, si sfoga”.
Salah Hussein, presidente della comunità islamica di Genova, sempre attraverso l’emittente genovese ha condannato le dichiarazioni: “Non possiamo comunque condividere queste dichiarazioni, sicuramente la Lega Nord ha creato un clima di odio che non facilita l’integrazione ma noi abbiamo sempre cercato di evitare la contrapposizione visto che siamo un movimento religioso e non politico”.

Non vi sembrano un tantino esagerate ed arroganti le affermazioni di questo tale e decisamente poco moderate?
A titolo d'esempio, provate ad immaginare le stesse parole nella bocca di un prete cattolico/ortodosso o di un pastore protestante, riferendosi alla libertà religiosa in molti Paesi arabo-musulmani: probabilmente sarebbero su tutte le pagine dei media occidentali, dove fior-fior di "esperti" sproloquierebbero sulla necessità di non fomentare gli islamici, di rispettare la cultura e le tradizioni di quei Paesi, di non fare "inutili provocazioni", etc. etc.
Qui invece tutto si risolve in qualche riga su un quotidiano online di provincia...

Concludendo, segnalo un'interessante proposta per il problema-moschea, proveniente dal MIL (Movimento indipendentista ligure), gruppo apartitico che contesta la legittimità dell'annessione della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna nel 1815: i membri del MIL propongono, con questo comunicato-stampa, di situare la moschea dove era già nel '500, quando Genova era una ricca repubblica marinara cosmopolita e la presenza di musulmani (soprattutto commercianti) era rilevante; ovvero presso il Porto.
Un'idea interessante, per coniugare volontà popolare (di chi non vuole la moschea sotto casa), tradizione (della Repubblica di Genova) e tutela della libertà religiosa.

P.s. Ovviamente, si spera che qualunque edificio religioso sia a spese dei fedeli e delle comunità islamiche!

Ricordo, a coloro che leggessero i miei interventi tramite le note di Facebook, qual è il "vero" indirizzo del blog:
http://tojothelord.blogspot.com

sabato 23 gennaio 2010

Eppur si muove (il treno)!


Bella gente, inaspettatamente torno abbastanza presto sul blog, per raccontarvi di un interessante esperimento che la Provincia di Biella sta portando avanti in tema di Trasporto pubblico locale (TPL), in particolare ferroviario.

E' abbastanza nota, almeno per i cittadini (specie se pendolari) piemontesi ed "addetti ai lavori" del settore ferroviario, la "rottura" che c'è stata tra Regione Piemonte e Trenitalia, in merito al rinnovo del Contratto di servizio - formula altisonante per dire che le Regioni, titolari della legislazione in termini di TPL, pagano fior di quattrini a Trenitalia, affinché questa continui a far andare gli scassatissimi treni regionali.
A causa di ciò, il Governatore piemontese - Mercedes Bresso - ha deciso di mettere a gara pubblica internazionale l'affidamento del Contratto di servizio ed i relativi sussidi: per farla breve, sempre che le Elezioni regionali non portino sconquassi, quest'anno dovrebbero svolgersi gare di "appalto" per le varie tratte ferroviarie regionali, con il vantaggio che esse saranno suddivise in lotti (e.g. Milano-Torino, Alessandria-Piacenza, etc.), così da non scoraggiare i potenziali concorrenti con un "boccone" troppo grosso per essere ingerito.

Bene.
All'interno di questo quadro generale significativamente lanciato verso una liberalizzazione vera del servizio ferroviario passeggeri e la fine del monopolio di Trenitalia, vi propongo una storia molto interessante, proveniente appunto da Biella (notare che parliamo sempre di Piemonte).
L'articolo è auto-esplicativo e non necessita di commenti da parte mia: dico solo, per correttezza, che è stato tratto dal sempre ottimo sito clickmobility.it, che invito caldamente a seguire, nel caso vi interessino i temi della mobilità e del TPL.

I treni diretti per Milano e Torino sempre più vicini. Una risposta concreta a quanti viaggiano quotidianamente verso le metropoli per lavoro e studio

Biella punta all'uscita dal sistema ferroviario regionale e va alla ricerca di un’ azienda privata

La novità ha già un nome: Arenaways, società di Alessandria che ha presentato la sua offerta economica per l’attuazione del servizio. Il prossimo passo - spiegano in Provincia - sarà il coinvolgimento e la presentazione della società alle istituzioni per giungere ad un accordo che permetta di far fronte alla richiesta economica

In mancanza di un serio progetto della Regione Piemonte, che detiene la competenza del trasporto ferroviario, la Provincia di Biella ipotizza di muoversi autonomamente “alla ricerca di un’affidabile azienda privata che fornisca un efficiente servizio di trasporto che unisca in modo diretto ed in breve tempo Biella ai due principali capoluoghi del Nord, Milano e Torino.
Il nostro territorio - spiegano in Provincia - non può permettersi di stare a guardare ed attendere, pertanto abbiamo deciso di muoverci autonomamente”.

Ieri mattina il presidente Roberto Simonetti, insieme all’assessore ai Trasporti Luca Castagnetti ed all’assessore al Bilancio Pier Giorgio Fava, ha tenuto una conferenza stampa sul tema fondamentale del trasporto ferroviario biellese.
Il presidente ha aperto manifestando la profonda volontà dell’amministrazione provinciale di far uscire il territorio biellese dall’attuale stato di “felice isolamento” e dare una risposta concreta a tutti coloro che sono costretti a viaggiare quotidianamente verso le metropoli per raggiungere il posto di lavoro.

La novità ha un nome ben preciso, la ricerca dell’azienda privata risponde alla realtà di Arenaways, società di Alessandria che ha già presentato la sua offerta economica per l’attuazione del servizio.

“L’offerta pervenuta da Arenaways – spiega Castagnetti - riguarda la copertura delle tratte da Biella a Milano e da Biella a Torino, e voglio sottolineare che in poco più di un’ora, esattamente in un’ora e 12 minuti si raggiunge la stazione di Rho, che è a poco più di dieci minuti di metropolitana dal centro di Milano. Un punto di forza di questa proposta è la frequenza dei collegamenti diretti, ne sono infatti previsti ventidue ogni giorno, undici da Biella a Milano e undici da Milano a Biella, coprendo un arco orario che va dalle 6 alle 23. Sono invece dodici i collegamenti con il capoluogo piemontese”.

Illustrando i termini dell’offerta il presidente ha spiegato la necessità di un coinvolgimento di tutto il “Sistema Biella” per far fronte alle richieste economiche dell’azienda, che si aggira tra i 500 ed i 600mila euro annui. La società alessandrina ha previsto di coprire circa la metà dell’investimento con i proventi della biglietteria ed accollandosi il restante a titolo di rischio di impresa.

“Auspico – ha proseguito il presidente – che le istituzioni locali partecipino alla realizzazione di questo progetto, che potrà spiccare il volo già da giugno 2010. Voglio ancora epidenziare che non sarà un vantaggio solo per i biellesi ma avrà anche un notevole valore attrattivo nei confronti di chi oggi vive e lavora a Milano, che potrebbe decidere di trasferirsi nel biellese, con costi immobiliari e di vita inferiori rispetto alla metropoli lombarda e con una qualità della vita decisamente superiore”.

Il prossimo passo sarà dunque il coinvolgimento e la presentazione di Arenaways alle istituzioni per giungere ad un accordo che permetta di far fronte alla richiesta economica.

“Spero – ha concluso Castagnetti - di dover convocare una nuova conferenza stampa nei prossimi giorni per annunciare la conclusione dell’accordo e quindi la partenza dei collegamenti da giugno 2010”.

(19 gennaio 2010)
Manu Mich. - clickmobility.it

Lord tojo

Per coloro che perdono un po' di tempo a leggere i miei articoli via Facebook, ricordo il vero indirizzo del blog:
http://tojothelord.blogspot.com

mercoledì 13 gennaio 2010

AAA coerenza ed onestà cercansi!


Torno a scrivere sul mio blog dopo tantissimo tempo ed il motivo è che volevo commentare questa notizia su Facebook, mettendola come stato, tuttavia era troppo lunga e quindi questo sarà il mio primo post del 2010 (non sono però in grado di dirvi quando sarà il prossimo).

Poco fà stavo leggendo Libertà - quotidiano storico di Piacenza, per chi non lo sapesse -, in particolare un articolo che parlava delle prossime iniziative del c.d. Popolo Viola, ovverosia coloro che hanno organizzato l'inutile "No Berlusconi Day": dico inutile, perché tutto ciò che è solo "contro", non serve assolutamente a niente, a prescindere dal fatto che le mie idee politiche sono sicuramente affini a Berlusconi.
Tornando all'articolo, vi posterò ora due passaggi che, a leggerli, ho avuto un mix tra il divertimento e la stizza. A voi i commenti:
Sonia *** [i cognomi li ometto per rispetto della privacy NdTojo] e Maria Cristina ***, 31 e 45 anni, sono le coordinatrici, insieme ai poco più che ventenni Matteo *** e Andrea ***. <<Non abbiamo tessere di partito - dichiarano orgogliosamente - e nel nostro movimento trovano spazio dai ragazzini ai pensionati, dagli elettori di centro sinistra agli ex berlusconiani ed ex "aennini". Siamo semplicemente gente stufa di essere presa per i fondelli>>.
Questo era il primo pezzo, apparentemente ineccepibile. Ma leggiamo il secondo spezzone dell'articolo:
Dopo l'incontro zero del 28 dicembre il Popolo Viola piacentino si riunirà sabato 23 alle 0re 18 nella sede dell'Italia dei Valori [sì, il partito di Di Pietro: indovinato!]: <accettiamo riconoscenti l'ospitalità>>.
Sarà, ma preso per i fondelli mi sentirei io, se andassi ad una riunione apartitica, per poi trovarmi dritto-dritto nella sede del quarto partito italiano per elettorato!

E non accampiamo scuse sulla mancanza di sede: da che mondo è mondo, se uno ha bisogno, i posti dove poter fare un incontro non partitico ci sono, dalle parrocchie alle case private!

Le famose manifestazioni "spontanee" ed "autoconvocate"...

Che c'azzecca?...

Per quelli che leggono i miei noiosi post tramite Facebook, ricordo che essi si possono rintracciare anche al "vero" indirizzo del blog:
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